Critica del critico d’arte Francese. Jean-Paul Gavard-Perret

Francesco Mercadante rinnova i dispositivi classici della fotografia di spiaggia e di vacanza attraverso i suoi effetti di sfocatura. Tra le altre cose, mette in scena un (falso) libertinaggio che non ha più nulla a che fare con la seduzione. In questo modo, l’artista sfida il paesaggio costiero stereotipato del divertimento e dell’ozio.

La serie prende la forma di sottili “de-composizioni” i cui personaggi sono, in un certo senso, quelli che vorremmo essere se osassimo. Attraverso queste digressioni nella normalità figurativa, Mercadante offre una sorta di prova generale di ciò che la nostra realtà non permette. I soggetti – singolarmente o in gruppo – creano un mondo divertente e colorato, ma non privo di emozioni.

Inquietanti (inevitabilmente e giustamente) e molto spesso al limite del paradossale, le forme contraddicono le velature di colore, così che queste fotografie generano una grande quantità di giubilo e umorismo. Ma se ci spingiamo oltre nella contemplazione, vediamo una complessità di iridescenze sempre diverse.

Oltre alla “linea chiara”, il designer opta per altre proposte più mobili e alate. L’immagine stessa si muove su e giù nell’aria, per deliziare gli appassionati di fotografia e stupire chi ne apprezza la raffinatezza più profonda e non solo ornamentale.

Il fotografo ci ricorda anche che il rapporto con il corpo e con la nudità è un’interpretazione in continuo movimento. Un aspetto ignorato del nostro essere viene così reso visibile dove, esposto e in relativa decostruzione, parla lontano dal gioco che la fotografia solitamente vuole fare.

 

Jean-Paul Gavard-Perret