Memories Cutro

Via Principe

Nel calare della notte, tra i ricordi di una vita, un respiro profondo,
e ritorno alla mia infanzia.
Un bacio, un abbraccio, cento lire, una corsa, un sorriso, una fiesta ed era sempre una festa.
Le discese, le salite, le sedute sui gradini e dietro i portoni la luce di chi ha da darti la vita.
Dedicato a Nonna Raffaella

Francesco Mercadante

 

MEMORIES CUTRO, AUTOBIOGRAFIA FOTOGRAFICA

Memories Cutro è una composizione d’autore. Sì, una composizione fotografica d’autore, d’un autore che si reimmerge nei luoghi natii, che partecipa con commozione alla riscoperta del tempo che fu, ove la nascita di certi sentimenti si univa alla presa di coscienza della tenerezza e del senso d’appartenenza. La nostalgia incombe nella notte, l’anima agisce automaticamente ad indicare la strada della riscoperta, a fare i conti con ciò che è stato al fine di non dimenticarlo mai.

Quante cose ci portiamo dentro e che non riconosciamo più! E però basta una notte per sentire che la vita non è solo quella che vediamo, ma pure quella che sentiamo ad un tratto, e che ci fa rimembrare altra vita che ci identifica come esseri umani. E allora diventiamo testimoni di una cosa fondamentale dell’esistenza: della autobiografizzazione artistica. E Francesco Mercadante con Memories Cutro opera proprio una autobiografizzazione nel segno del rapporto tra nostalgia-vita vissuta-arte.
Immagini che ci restituiscono il flusso nativo, la delicatezza e la struggente intensità di attimi che non possono che racchiudersi in un calore umano d’affetto, e ciò fuori da ogni retorica. L’identità è soprattutto ciò che ci portiamo dentro l’anima, un bagaglio eterno di cose che si credono perse e invece sono vive.

L’arte fotografica segna gli scorci, i vecchi tracciati, il centro storico d’una Cutro che non può essere dimenticato. Si tratta di una Cutro che ci parla nella notte: sono gli spiriti degli avi che si sono impressi tra le vecchie case e le vecchie vie, sono le passioni di amanti eterni che s’incontravano solo nel lunare notturno, sono le spirali dell’abbandono che ci inducono a verificare le trasformazioni sociali che sono avvenute.

Memories Cutro è dunque autobiografia fotografica, ma è soprattutto un’antologia del senso che può e deve avere un centro storico, un essere delle cose del passato che è così profondo nella sua intensità da porci costanti interrogativi.

Occorre odiernamente sentire il seno delle radici, in fondo siamo come gli alberi, e ce ne dovremmo ricordare, al fine di tornare a slanciarci verso l’alto per ritrovare una sapienza e un sentimento d’umanità consapevole. E Mercadante, con efficacia, slancia verso l’alto il suo occhio fotografico.

Recensione di Condello Giuseppe